Gestire le emozioni richiede la capacità di accettarle pienamente e osservarle con distacco, evitando di reprimerle o identificarsi con esse. Il superamento di stati d’animo negativi o aggressivi richiede un allenamento costante nei momenti di calma, trasformando il vissuto emotivo in consapevolezza e mantenendo l’equilibrio interiore durante le fasi di cambiamento.

La disidentificazione dai ruoli abituali e dai drammi relazionali permette di preservare la propria integrità. Riconoscendo le emozioni come esperienze passeggere legate al passato, è possibile orientarsi verso una dimensione superiore di sentimenti, imparando a scegliere consapevolmente quando partecipare alle dinamiche altrui e quando proteggere il proprio centro.

Disidentificarsi dagli schemi abituali per ritrovare l’equilibrio interiore

Quando un’emozione negativa ci colpisce, il primo e unico istinto è quello di allontanarla, pensando: “Non è mia, non voglio sentirla!” Ma la verità spirituale e pratica è che l’unico modo per liberarsi davvero da queste emozioni pesanti è accettarle e viverle fino in fondo.

In questo articolo scopriremo due regole fondamentali per aiutarti ad affrontare le emozioni, come dissociarti da esse e come uscire in modo sano da uno stato di aggressività o irritazione.

Disidentificarsi dagli schemi abituali per ritrovare l’equilibrio interiore

Quando un’emozione negativa ci colpisce, il primo e unico istinto è quello di allontanarla, pensando: “Non è mia, non voglio sentirla!” Ma la verità spirituale e pratica è che l’unico modo per liberarsi davvero da queste emozioni pesanti è accettarle e viverle fino in fondo.

In questo articolo scopriremo due regole fondamentali per aiutarti ad affrontare le emozioni, come dissociarti da esse e come uscire in modo sano da uno stato di aggressività o irritazione.

Due regole fondamentali per gestire le emozioni

Esistono due regole di base per imparare a gestire il proprio stato emotivo:

  1. Vivere l’emozione: l’emozione non deve mai essere chiusa, repressa, negata o ignorata.

  2. Mantenere un atteggiamento di osservazione: guardare l’emozione dall’esterno, senza farsi inghiottire.

Molte persone non riescono ad applicare queste regole in modo efficace. Il motivo del fallimento è semplice: ci si ricorda di queste regole solo nei momenti di forte tempesta emotiva. Per imparare a gestire le emozioni, è necessario “pre-allenarsi” quando si è in uno stato di equilibrio o quando si vivono emozioni di debole intensità.

Da bambino hai imparato a camminare e a scrivere passando molto tempo a esercitarti. Ma quando si tratta di una cosa profonda e seria come la capacità di gestire il proprio mondo interiore, molti pensano — per qualche motivo — che debba accadere in un attimo, come per magia.

Con le nuove energie che stanno scendendo sul pianeta, anche le reazioni del nostro corpo fisico cambiano. Attualmente stiamo vivendo un mix, una combinazione di reazioni vecchie e nuove. Il segreto è filtrare tutto secondo il principio: “Mi serve o no? Mi è utile o no?”. Inserisci nella tua routine quotidiana quelle piccole cose che ti fanno stare bene (il tuo cibo preferito, un hobby, una passeggiata).

Per alleviare uno stato emotivo difficile, è necessario accettarlo. Se non ti senti sollevato, significa che in realtà non hai ancora accettato la tua condizione. Quando accetti veramente ciò che provi, si aprono diverse porte davanti a te e puoi scegliere quale attraversare. Finché rimani bloccato nel rifiuto e nella non-accettazione, ti è impossibile vedere queste nuove possibilità.

Le emozioni sono il passato, i sentimenti sono il futuro

Questo è un passaggio fondamentale: le emozioni sono sempre legate al tuo passato. Quando ti fai prendere da un’emozione (rabbia, colpa, risentimento), è il passato che ti sta raggiungendo — qualcosa che non hai fatto, qualcosa che hai detto nel modo sbagliato, un fallimento.

Quando si prospetta un nuovo futuro ma non sei ancora pronto (perché il passato non è stato elaborato e lasciato andare), si piomba improvvisamente nella paura e negli attacchi di panico.

Il futuro, invece, è fatto di sentimenti e sensazioni. Quando crei consapevolmente la tua realtà, attingi alle tue sensazioni più pure. Esci dalla morsa delle emozioni e abbandonale gradualmente, passando alla sfera superiore dei sentimenti.

(Vedi anche: Con empatia a tu per tu. Le insidie e i doni dell’empatia)

Il potere delle parole e la disidentificazione

Riscrivi le tue parole e fai attenzione a ciò che dici. Ad esempio, non dire: “Sono arrabbiato”. Tu non sei la rabbia. Tu stai sperimentando la rabbia in questo momento. Esattamente come vivi stati di felicità, gioia e pace, la rabbia è solo una delle mille esperienze passeggere possibili per te.

Disidentificati da ciò con cui ti stai inconsapevolmente identificando (che siano emozioni abituali o vecchi ruoli). Il processo di disidentificazione è un cammino infinito. Quando scegli di spostarti in una realtà superiore, devi inevitabilmente disidentificarti da qualcosa, ovvero lasciarlo andare.

Come lasciare andare l’aggressività

Se stai sperimentando una forte aggressività, la prima cosa da fare è accettare il tuo stato. L’aggressività, come qualsiasi altra condizione, non si manifesta mai all’improvviso. Spesso è il segnale che stai ignorando i tuoi bisogni da molto tempo. Se blocchi un tubo attraverso il quale scorre continuamente dell’acqua, è naturale che prima o poi il tubo scoppi.

Se ti vieti di far valere i tuoi confini e i tuoi interessi, o se provi disagio e senso di colpa ogni volta che devi difenderti o esprimere te stesso, quell’energia compressa si trasformerà in aggressività accumulata dentro di te.

Se sai di essere incline alla rabbia e alle reazioni esplosive, inizia a monitorare regolarmente i segnali di “rabbia imminente” nel tuo corpo. Impara a fermarti un attimo prima di scattare o di fare danni irreparabili alle tue relazioni. (Leggi anche: Modelli obsoleti di comportamento. Che cosa contribuirà a cambiarli?)

Il motivo dell’irritazione verso tutto e tutti

Ci sono momenti in cui nulla sembra andarti bene. Queste fasi si verificano ciclicamente e segnano la fine di un grande ciclo energetico. C’è un senso di disagio latente: qualunque cosa tu guardi, tutto ti infastidisce.

Cosa sta succedendo? Il vecchio se n’è andato, ma il nuovo non è ancora emerso. A livello razionale non sai nemmeno verso dove ti stai muovendo, ma dentro di te la “disponibilità” al cambiamento è già presente. È la tua anima che ti manda il segnale che sei pronto per il livello successivo.

La cosa più importante in questa fase di passaggio è non arrabbiarsi con i propri cari e con coloro che ti sembrano improvvisamente fastidiosi. Il problema non sono loro (la famiglia, i colleghi), ma il processo interiore che stai vivendo. Devi attraversare questa fase prendendoti cura di te stesso, facendo in modo di non trasformarla in un dramma. In questi momenti: non trarre conclusioni affrettate e non prendere decisioni importanti.

Il tempo passerà, tornerai a uno stato di equilibrio e ti renderai conto di avere davanti a te una magnifica “tabula rasa”, un foglio bianco. Da lì, inizierai a sondare il terreno per capire cosa vuoi portare con te nel nuovo ciclo e cosa invece sei pronto a lasciare indietro.

Se la persona cara si emoziona: scegliere se stessi o adattarsi al “gioco” dell’altro?

La necessità “forzata” di adattarsi sempre alle reazioni emotive e al “gioco” dell’altro (che sia il partner o una persona significativa) è, in realtà, una scusa che ti inventi da solo ed è il risultato di una tua scelta personale.

Partecipare o non partecipare al dramma di qualcun altro è sempre una tua decisione. Se il “gioco” (la sfuriata, il dramma) avviene raramente e la persona ti è cara, puoi scegliere consapevolmente di essere paziente e di adattarti alla situazione per riportare la calma. Ma se questo gioco si attiva una volta alla settimana, o anche più spesso, è il momento di farsi una domanda seria: cosa ci fai ancora accanto a una persona con comportamenti inadeguati?

Ponetevi queste domande con onestà:

  • Perché sento il bisogno di adattarmi (perché ho scelto di farlo)?

  • Qual è lo scenario peggiore che potrebbe capitarmi se decidessi di non adeguarmi più?

In questa nuova energia, non è più il momento di annullarsi per compiacere. L’obiettivo primario è mantenere il proprio centro e rafforzare se stessi.

(Vedi anche: Come smettere di adattarsi ai tuoi cari e raggiungere la comprensione)

Nel “gioco” delle relazioni, è importante concentrarsi sull’accettazione e sul risultato migliore per tutti. Se accetti l’altra persona anche nel momento del suo “fallimento” (la sua crisi emotiva), accetti la situazione senza giudizio, ma allo stesso tempo mantieni l’attenzione sulla tua scelta spirituale più alta. In questo modo, NON vieni trascinato energeticamente in ciò che sta accadendo.

Non c’è bisogno di negoziare all’infinito o di aggiustare le cose a tutti i costi. Dai all’altra persona il legittimo diritto di “fallire” e di vivere la sua emozione, e così facendo preservi te stesso. Spostando l’attenzione su di te in questo modo, si guadagna la vera libertà. La libertà arriva quando ci si rifiuta di dover curare e salvare il mondo ad ogni costo. A volte, gli altri non hanno bisogno che tu risolva i loro conflitti, perché quel conflitto è esattamente ciò che serve al loro sviluppo personale.

Condividi nei commenti: Quali sono i tuoi modi personali per affrontare le emozioni negative quando arrivano?

Torna in alto